martedì 27 ottobre 2015

ESPERIMENTI AL "FA LA COSA GIUSTA"

Ciao!

Il weekend appena trascorso (23-24-25 ottobre) si è tenuto a Trento "Fa la cosa giusta" che potremmo definire una delle più importanti fiere "ambientaliste" sul nostro territorio.

Noi potremo parlarvi degli espositori, di cosa veniva proposto, degli stand gastronomici, di quante cose interessanti abbiamo trovato...ma non lo faremo.
Oggi vorremmo incentrare la nostra attenzione su un laboratorio di cucina vegana che abbiamo deciso di seguire domenica 25.

Ecco, partiamo dal principio. In questi tre giorni, all'iterno di questa fiera venivano proposti diversi laboratori (di cucina, riciclo, creatività) e come abbiamo già detto, la scelta è ricaduta sul vegano.

Il laboratorio era gestito da Francesca Lngo, una star tra le blogger cuoche.

Francesca ci ha mostrato tre ricette semplici e veloci da realizzare per avere un menù vegano completo in poco tempo. Siamo partiti col realizzare delle chicce di zucca e grano saraceno, alle quali abbiamo poi abbinato delle polpettine di lenticchie. Ma che pranzo è senza un dessert? Detto fatto!
E allora ecco dei buonissimi pancake con farina di castagne.

Un menù completo e, verrebbe da dire, molto autunnale!

Per quanto ci riguarda ci siamo divertiti molto a seguire questo incontro, dal quale abbiamo portato a casa tutti qualcosa: chi "fisicamente" ha potuto cucinarsi i gnocchetti di zucca per pranzo il giorno dopo, e chi "ideologicamente" promettendo di provare le golosissime polpette di lenticchie nella versione Gluten free!

Se vi abbiamo incuriositi, vi lasciamo alcuni contatti per poter seguire il lavoro di Francesca Longo su internet tramite:
-il suo blog personale;
-facebook.

Noi nel frattempo continuiamo a creare, e ad assaggiare.
A presto!!


sabato 3 ottobre 2015

DA LIGNANO CON AFFETTO....E FAME!

Buongiorno a tutti!
Sì lo sappiamo, la nostra lontananza da questo blog per tutto questo tempo è scandalosa.
Però capiteci, c'è stata l'estate, le vacanze, il caldo, non stare all'aria aperta sarebbe stato altrettanto uno scandalo...
Ma non preccupatevi, durante le nostre ferie abbiamo pensato anche a questo blog. E infatti ci siamo dati all'assaggio selvaggio.

Parlando di assaggi e di vacanze, la prima cosa che torna alle nostre menti è Lignano.
Un bel luogo per trascorrere anche solo una vacanza lampo, tra sole, mare, relax...e cucina.

Dove si può andare a mangiare se ci si porta dietro un amico celiaco? Sicuramente uno dei locali da tenere in considerazione è il ristorante-pizzeria "Al soreli", di Lignano Pineta.

Consigliati dalla guida per l'alimentazione fuori casa AIC, siamo giunti qui senza prenotazione, ma siamo comunque stati accolti e serviti senza difficoltà.

Il menù è vario, e le cibarie senza glutine non si limitano alla sola pizza, ma volendo si può prendere un intero menù dall'antipasto al dolce.
Va detto che il locale è abbastanza "sciccoso" e la cosa la si ritrova anche nel listino prezzi.

Comunque noi, svuotati da una lunga ed estenuante nuotata, ci siamo indirizzati verso le pizze più farcite possibile, cosa che salta subito all'occhio dalle foto.
Una "divertente" curiosità che non abbiamo potuto fare a meno di notare riguarda la cottura: siamo andati a mangiare qui per due giorni di fila, ed entrambi i giorni, su due pizze senza glutine una era leggermente "pallida" e l'altra "abbronzatina"



Altro aspetto da tenere in considerazione: siamo rimasti piacevolmente colpiti da un tipo di birra senza glutine che in Trentino ancora non siamo riusciti a trovare, e quindi vogliamo mostrare anche questa.






Dal punto di vista del mangiare "vegan friendly" va detto che di suo la scelta non è così ampia (d'altro canto in un posto come Lignano un locale rinomato per forza ha un menù pieno zeppo di piatti a base di pesce e frutti di mare), quindi bisogna chiedere di "riadattare" i piatti in base alle proprie esigenze.

Ultima nota: l'olio piccante. Non so in giro per l'Ialia come sia il livello di piccantezza dei vostri locali di fiducia, ma tra quelli che abbiamo trovato noi a Trento e quello che servono al Soreli c'è un abisso impressionante, dal momento che il peperoncino viene spremuto assieme alle olive. Quindi, se pure amate il piccante, e passate di qui, vi consigliamo caldamente di ESSERE PARCHI!!!

Per quanto ci riguarda...se l'anno prossimo ci troveremo di nuovo da queste parti...sapremo dove andare per cena!


martedì 9 giugno 2015

STORIA DI UNA PIANTINA settimana 1

Buonasera!
Come vi abbiamo promesso eccoci qui ad aggiornarvi sui progressi della nostra bellissima piantina!
Questa settimana la poverina ha dovuto lottare contro due bei temporaloni ma se l'è cavata alla grande ed è spuntata anche una nuova fogliolina!!
Siamo molto soddisfatti di lei e del nostro orto, che con l'esplosione del caldo di questi ultimi giorni, sta dando i suoi primi frutti!!




Allora...avete capito di che piantina si tratta?
A presto!!!!

sabato 6 giugno 2015

STORIA DI UNA PIANTINA

Ciao a tutti!

Domenica scorsa 31 maggio è spuntata nell'orto, tra tante, una piantina che aspettavamo con ansia, non perché più importante di altre (per un orticoltore sono tutte importanti), ma perché non sapevamo se sarebbe nata.
Invece lei, così come le altre "sorelle", è spuntata, tanto timida quanto forte e sicura!
Ecco, abbiamo scelto proprio lei per rappresentare il progredire del nostro orto e abbiamo deciso che da oggi documenteremo la sua vita settimana dopo settimana, foto dopo foto, fino a scoprirne i fiori ma soprattutto, quando sarà ora, i frutti!




Per ora non vi diremo di che si tratta, lo scoprirete tra qualche settimana!
Quindi armiamoci di pazienza e aspettiamo che cresca!
A presto!!

mercoledì 22 aprile 2015

TORTA RUSTICA DELL'ULTIMO MOMENTO

Buonasera a tutti!!

Oggi avevo voglia di qualcosa di sfiziosetto, ma non avevo molto a casa.
Anche i migliori cuochi a volte usano prodotti pronti (o no??), immaginatevi una pasticciona come me!!

Per questo apro il frigo in cerca di avanzi (mai sottovalutare le enormi potenzialità degli avanzi!!!) e che ti trovo? Della pasta sfoglia bio e veg già pronta nel suo bel rotolo!
Lì vicino c'erano anche delle patate lesse e del formaggio spalmabile di riso, tipo crescenza.
Quindi ho comprato una busta da 500g di spinaci freschi e mi sono messa all'opera. Nel frattempo ho anche trovato dei funghi trifolati (circa 100g).
Ho passato in pentola gli spinaci, prima da soli e poi aggiungendo uno spicchio d'aglio e una noce di burro di soia, sale e pepe.
Ho adagiato il disco di pasta sfoglia con la sua carta forno in una tortiera bassa da crostata, vi ho sparpagliato gli spinaci (tolto l'aglio!!), i funghi e il formaggio in fiocchetti.
Poi ho ricoperto il tutto con uno strato di patate a rondelle, sale, pepe e un po' di origano.
A questo punto non ho fatto altro che metterla in forno ben caldo (200° circa) per mezz'ora circa, fino a quando i bordi non si sono dorati.



Buon appetito!!!

lunedì 6 aprile 2015

E L'ORTO PRENDE FORMA...

Eccoci qua! 

Il nostro "orticello" comincia ad essere abitato, e come promesso noi vi diamo in esclusiva tutte le news. 

1.IL SEMENZAIO. 
Dato che in Trentino la bella stagione se la prende con calma, abbiamo costruito un angolo protetto dove far crescere le nostre piantine in questo tempo "di transizione", utilizzando alcune assi  e una vecchia finestra. 




2. SI SEMINA! 
Dopo aver impiegato un pomeriggio (venerdì 27 marzo,per la precisione) a fare incetta di sementi, è finalmente giunto il momento di seminarli. 
E domenica 29 siamo andati a piantare nel nostro semenzaio non una, non due,ma ben quattro diverse varietà di
insalate. Semi che già hanno iniziato a dare i primi germoglietti.
Sempre domenica ne abbiamo approfittato per dare una smossatina a una porzione di terreno,iniziando a preparare il posto per la semina delle patate.




3. SI SEMINA! CAP.II 
Mercoledì 1 aprile il calendario delle semine riporta "Frutti". Allora noi,in quel ventosissimo pomeriggio,
siamo andati a riempire l'altra metà di semenzaio piantando i primi semi di melanzane,zucchine, pomodori e
peperoncini. 



Ora non ci resta che annaffiare e aspettare che la terra ed il sole facciano il resto. 
In attesa del trapianto....

domenica 29 marzo 2015

IL TOFU, QUESTO SCONOSCIUTO...

Buongiorno!!

Tanti dei miei amici, quando dico che mangio il tofu, mi rispondono dicendo che a loro proprio non va giù.
Posso capire che se la loro esperienza consiste in un tristissimo tofu scaldato in padella senza null'altro, forse la loro opinione non è del tutto sbagliata, anche se ho trovato dei tofu così buoni da poter essere mangiati "in purezza".
Qui vorrei mettere una ricettina che ho inventato-sperimentato-approvato in poco più di 40 minuti.


Per un'abbondante porzione ho infarinato (con farina di riso arricchita con sale rosa, coriandolo e curcuma in polvere) 4 fette di tofu.
Nel frattempo ho fatto rosolare in olio d'oliva uno spicchio d'aglio e degli champignon a fettine (io ho usato quelli in scatola già lessati, ma si possono usare anche quelli freschi).

Quando si sono un po' asciugati ho adagiato nella padella i filettini di tofu e li ho passati da entrambi i lati.
Ho sfumato un po' con del vino bianco.
A parte ho sciolto un cucchiaino della stessa farina "arricchita" in un bicchiere di acqua e vino bianco e l'ho poi aggiunto per formare un bel sughetto.
Ho aggiustato di sale e pepe e aggiunto un filo di olio d'oliva.

Gustoso da mangiare da solo o con un buon purè di patate (preparato con olio e latte di riso!).
Provatelo e fateci sapere!!

domenica 22 marzo 2015

COUS COUS MEDITERRANEO GF

Ciao!!

Questa sera vi offriremo qualcosa di diverso rispetto alle solite ricette.
Ovvero? Molto semplice! L' esperimento culinario di oggi verrà eseguito IN DIRETTA!!

Ecco l'occorrente per due dosi ipermegaabbondanti: 200 gr cous cous di mais precotto (senza glutine), 200 gr di acqua, un cipollotto piccolo, una manciata di olive nere, due bei pomodori peretto, 100 gr di mini peperoni multicolor,100 gr di ceci in scatola, un pizzico di peperoncino fresco, sale, olio.

In una pentola facciamo un soffritto con il cipollotto, il peperoncino e le olive tagliate a rotelle.
Quindi aggiungiamo nell'ordine: i peperoni e la zucchina fatti a fettine, i pomodori e, infine, i ceci. Lasciamo sul fuoco finchè la verdura non è cotta. Consigliamo comunqee di lasciarla croccantina perchè è più buona.

Se si avesse a portata di mano un wok gli ingredienti si girerebbero con più facilità e non si spappolerebbero.

Nel frattempo versiamo il cous cous in una ciotola, ci aggiungiamo un cucchiaio di olio e con l'aiuto di una forchetta lo sgraniamo per bene.
Portiamo a ebollizione l'acqua e dopo averla leggermente salata, la versiamo sul cous cous e lo lasciamo riposare due minuti. Possibilmente coperto.

Passati i due minuti, versiamo il cous cous nella pentola col sugo e lo facciamo andare sulla fiamma qualche altro minuto fino a che non è tutto amalgamato, e  il cous cous cotto a puntino.
Spegniamo la fiamma e aggiungiamo ancora un goccio di olio.

Se se n'è in possesso consogliamo di aggiungere a piacere origano o basilico fresco.



Buon appetito a tutti!


TORTA DI YOGURT 2 - LA VENDETTA

Buongiorno a tutti!!
Un paio di giorni fa, telepaticamente, io e il Celiaco abbiamo preparato due torte molto simili...
è stata pubblicata quella senza glutine ma con abbondanti latticini...ora voglio darvi la mia versione della torta allo yogurt senza derivati del latte (insomma, manca sempre qualcosa!!!).




Per questa buonissima e morbidissima torta ho usato la ricetta "dei barattolini" ma riadattandola ai miei gusti.
Ho utilizzato: un vasetto di yogurt di soia al limone, 2 vasetti di zucchero grezzo del commercio equo e solidale, un vasetto di farina2, uno di farina integrale e uno di fecola di patate, 3 uova, 50g di nocciole tritate fini,un vasetto di olio di mais, 1 bustina di lievito vanigliato, un pizzico di sale.

Da qualche tempo sono entrata in possesso del famosissimo Bimby e quindi ho usato questo "attrezzo infernale" per impastare.
Ho messo tutti gli ingredienti liquidi (uova, olio, yogurt) e li ho fatti andare 3' VEL. 3. Poi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti e ho fatto andare altri 2' VEL 3.
Ho versato il composto in una tortiera unta e infarinata e ho messo in forno a legna ben caldo (circa 200°) per circa 30'.
Spolverizzata di zucchero a velo è ottima come colazione o leggero dessert!



venerdì 20 marzo 2015

BURGER DI FAGIOLI NERI


Lo sappiamo! Se non sono di carne non si dovrebbero chiamare così, ma tanto per capirci... come le chiamereste delle grosse polpette schiacciate e rotonde?
Polemiche a parte, se siete vegani, vegetariani, o semplicemente vi piace un po' di tutto, queste "cose" sono da provare, soprattutto se tornate a casa tardi la sera e non sapete cosa cucinare.

Quindi eccovi la ricetta!
Per quattro burger ho utilizzato una scatola di fagioli neri (240g), due patate medie lessate, farina di ceci, una carota, un cipollotto, curry, sale, pepe e noce moscata, olio.

Ho tritato carota e cipollotto e frullato i fagioli, ho passato tutto in padella per far asciugare aggiungendo sale pepe e le spezie.
Ho schiacciato le patate lesse e vi ho aggiunto il composto di fagioli, impastando con le mani e aggiungendo un po' di farina di ceci per rendere il tutto piu denso.
Infine ho formato 4 medaglioni e li ho passati in padella con l'olio di arachidi.


Con questa ricetta ho messo in tavola la cena 20 minuti dopo che sono rincasata (le patate le avevo gia lessate), ma se si ha tempo è meglio far riposare i medaglioni in frigo per un po', in modo da amalgamare meglio i sapori e rendere i burger più compatti.

Bene! Provate e commentate! Perchè se avete un'idea per migliorare la ricetta noi siamo felici di provarla!!!

Alla prossima!!

giovedì 19 marzo 2015

UNA TORTA DA COLAZIONE UN PO' ALTERNATIVA GF

Ciao...e auguri a tutti i papà!

Per festeggiare oggi vi proponiamo la ricetta di una buona torta senza glutine. 

Oggi volevo preparare una torta di yogurt per colazione, ma mi sono accorto di non avere yogurt in casa.
Allora ho guardato nel frigorifero e mi sono  arrangiato in altra maniera. Come? Con la ricotta. Nel frigo ne avevo una confezione da 250 grammi.

Cosa ho usato per preparare la mia torta: 240 gr di farina senza glutine (nello specifico Mix C Schar), 110 gr di zucchero + 1 cucchiaio di zucchero aromatizzato allo zenzero, 60 gr di olio di semi, 3 uova, un bel cucchiaio di ricotta, una bustina di lievito vanigliato (ovviamente tra quelli consentiti per celiaci).

In una terrina ho messo uova, zucchero, olio e ricotta ed ho mescolato il tutto con uno sbattitore.
Quindi ho aggiunto, setacciandoli, la farina e il lievito, e ho continuato a mescolare.

 Inglobato il tutto, l'ho messo in una tortiera oliata e infarinata e l'ho messo nel forno (a fiamma viva) per circa 20 minuti.

Una volta estratta la torta dal forno non ero totalmente soddisfatto. Avevo un vasetto di ricotta aperto e pieno per tre quarti.

Cosa ho fatto? Ho preso la ricotta e l'ho messa in una ciotola, ho aggiunto due bei cucchiai di zucchero grezzo di canna e ho mescolato il tutto.

Raffreddata la torta, l'ho tagliata a metà e ho farcito il centro con la crema di ricotta e l'ho richiusa. Per finire ho coperto le imperfezioni con una spruzzata di zucchero al velo, che ai fini della presentazione fa sempre la sua porca figura.

Posso assicurare che la differenza come difficoltà è minima, ma una colazione così è tutta un' altra cosa.

mercoledì 18 marzo 2015

BIS DI PANI GF

Salve!

Qualche tempo fà mia sorella mi ha portato a casa qualche pacco di un preparato per pane de "Il molino di Diego", e io ho deciso di sperimentarlo. Volevo allora condividere con voi i risultati di questa mia esperienza.

La prima cosa che ho capito è: non dare assolutamente retta alle ricette sul retro della confezione.
Qui vi è una ricetta per preparare il pane a mano, e una per la macchina del pane. Ora, ho constatato che con la ricetta tradizionale mi sono trovato in mano la suola di uno scarpone, quindi ho deciso di adoperare le dosi consigliate per la macchina del pane, ossia ho raddoppiato la quantità di acqua.

Ma veniamo a ieri.
Ieri ho preparato eccezionalmente due panini diversi, uno "classico" e uno alle patate.

Partiamo con gli ingredienti per la pagnotta classica: 250 g di preparato per pane,  275 g di acqua tiepida, mezzo cubetto di lievito fresco ( ovvero circa 12,5 g), un abbondante goccio di olio, un bel pizzico di sale.

In una ciotola ho fatto sciogliere nell'acqua tiepida il lievito, quindo ho setacciato la farina e con una forchetta ho setacciato il tutto grossolanamente. Qindi ho aggiunto sale e olio e ho continuato a mescolare energicamente finchè non è risultato un composto omogeneo. L' amalgama che risulterà è molto liquida, è impensabile mescolarla con le mani.
A questo punto ho versato il tutto in uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno e l'ho messo nel forno a legna (a fiamma molto viva) per circa 35-40 minuti.

Quindi mi sono destreggiato nella variante alle patate.

Necessario: 250 g di preparato per pane,  200 g di acqua tiepida, 3 patate lesse possibilmente non calde, il mezzo cubetto di lievito fresco avanzato dall'altro impasto, un abbondante goccio di olio, un bel pizzico di sale.

Come per la precedente ricetta, in una ciotola ho fatto sciogliere nell'acqua tiepida il lievito, quindo ho setacciato la farina e con una forchetta ho setacciato il tutto grossolanamente. A questo punto assieme al sale e all'olio, ho grattugiato le patate nell'impasto, e ho continuato a mescolare energicamente finchè non è risultato un composto omogeneo, anche se la presenza delle patate la renderà un po' più grumosa rispetto a quella di qui sopra
Anche a questo punto ho ripetuto le stesse azioni usate per il pane normale, ho versato il tutto in uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno e l'ho messo nel forno a legna (a fiamma molto viva) per circa 35-40 minuti.

A mio parere il pane "normale" lievita tantissimo, ha un gusto soft, e la morbidezza resiste a lungo. Certo, per gli amanti di cose più rustiche, anche se un pocopoco meno lievitate e con quella bella crosta dorata, il pan di patate è d'obbligo!

martedì 17 marzo 2015

BRACCIA RUBATE ALL' AGRICOLTURA

Buonasera. Oggi vorremmo parlare di una piccola pazzia nella quale abbiamo deciso di addentrarci qualche mese fa. 
Sará l'amore per l'aria fresca, il cibo sano e le idee strampalate, ma da qualche tempo abbiamo maturato un progetto particolare:coltivare un orto.
Cioé,piano,un fazzolettino di terra giá lo si possiede (d'altro canto chi in Trentino non possiede l'orticello fuori casa?). Ma noi avevamo una idea più sfiziosa. Avere un campo dove poter far crescere più varietá di ortaggi, sperimentando nuovi metodi che stanno prendendo piede. 
Ad esempio? Qualcuno ha mai sentito parlare di agricoltura sinergica? 
Ecco,bravi. 
Ed è per questo che da marzo siamo entrati in possesso di 150 mq di terra da coltivare. Beh, in realtá non è proprio nostro il campo, lo abbiamo preso in affitto.
In questi giorni siamo in fermento: dobbiamo decidere quali piante seminare, come fare un semenzaio, pianificare un calendario e trovare un esperto in agricoltura sinergica che ci dia qualche dritta: qualcuno ne conosce uno? 
Si accettano consigli!!!!!
Presto altre news!!!


domenica 15 marzo 2015

PIZZA PIZZA PIZZA!!

Salve bella gente!

Vi siete accorti che abbiamo creato una pagina facebook? Da oggi avremo un nuovo modo per stare insieme. Saremo i vostri stalker preferiti!

Questa sera, come anticipato nella pagina, stavamo mangiando per voi, al Bar Botti pizzeria ristorante a Lizzanella.
Abbiamo trovato questo locale  sulla guida A.i.c. e visto che eravamo in zona abbiamo prenotato.
Arrivati con un'ora di anticipo non ci siamo preoccupati, visto  che è anche bar e ci siamo ordinati due spritz, dal momento che il barista "l'hugo non lo fa",e noi non vogliamo saperne il motivo.

Il bar all 'apparenza sembra uno di quei baretti di paese dove gli arredi e la clientela sono un po' datati!
La cameriera ci accompagna al nostro tavolo al piano di sopra e scopriamo che il posto non è così piccolo come sembra!
Il locale è molto frequentato, sia da gente del posto che di passaggio.

Dando una occhiata al menù saltano subito agli occhi molte note positive. La prima pagina riporta un elenco di pizze vegane (oltre al fatto che praticamente tutte le pizze sul menù sono ordinabili senza glutine).
Scorrendo le pagine successive si vede che l'attenzione per i celiaci e i vegani è molta, ed infatti anche alcuni piatti della sezione "ristorante" sono ordinabili (e sono ben riconoscibili).
Inoltre c'è una nutrita lista di birre in bottiglia, particolari, anche una senza glutine (non diciamo quale, ma è quella più diffusa) e anche alcune birre alla spina davvero interessanti.

Ordiniamo due pizze. E tutti i punti guadagnati fin qui iniziano a vacillare.




La pizza senza glutine è ben farcita, ma è anche molto piccola. E anche il sapore e la consistenza sono molto...particolari. Quasi collosi. Probabilmente l'impasto, fatto in casa, contiene troppa farina di riso.


La pizza vegana è un esperimento azzardato, ma non ci si lamenta, visto che gli ingredienti, molto particolari, sono ben elencati nel menù: tofu, cipolle stufate, verza, patate, mele e curry.
L'impasto integrale è molto buono, anche se forse un minutino in più nel forno gli avrebbe fatto bene.
La farcitura è abbondante e sostanziosa anche se il tofu è rimasto in cucina per chissà quale motivo! La cameriera, gentilissima, ha proposto di mettercelo quando ce ne siamo accorti, ma ormai non aveva molto senso.

Nonostante qualche piccolo inconveniente, l'accoglienza della sala e del personale ci ha permesso di trascorrere una piacevole serata.

Provatelo...forse avrete più fortuna di noi!!

mercoledì 4 marzo 2015

LE PATATE PASTICCIATE!



Ciao!!!
 
Oggi che fa un po' freddino e ho acceso il fuoco, mi è venuta voglia di mettere qualcosa nel forno per cena
quindi vediamo stasera cosa offre la dispensa: patate, funghi surgelati e del formaggio saporito di riso e alghe...mmm...
Memore di un buonissimo piatto mangiato tempo fa in quel di Bologna (a breve un resoconto più dettagliato), ho deciso di preparare un pasticcio di patate e funghi, con l'aggiunta di questo formaggio speciale che ho scoperto da qualche giorno.

Per una terrina per due persone servono più o meno quattro patate medie, 150g di funghi champignon ( ma si possono usare anche altri tipi), un cipollotto, uno spicchio d'aglio, formaggio di riso, del burro di soia, sale e pepe, olio extravergine d'oliva.

Ho tagliato le patate a rondelle sottili e le ho sbollentate, intanto ho fatto un soffritto col cipollotto e l'aglio intero nel quale ho ripassato i funghi, salati e pepati.
A questo punto non ho fatto altro che assemblare (per strati)  tutti gli ingredienti nel seguente ordine: patate, funghi, formaggio e fiocchetti di burro di soia.
Raggiunta la sommità della pirofila, l'ho schiaffata in forno ben caldo, dove è rimasta per 20 minuti circa.

Se si controllano attentamente gli ingredienti (magari dando un'occhiata al prontuario degli alimenti) si può tranquillamente cucinare anche una versione della ricetta totalmente glutenfree.

Da notare la versatilità di questo esperimento culinario, che può essere un piatto unico, se accompagnato da una insalatina, o un antipasto se preso in piccole dosi (a discrezione dei vostri stomaci).

Da provare!

giovedì 26 febbraio 2015

IL TE' DELLE CINQUE. BRITISH? NO, JAPANESE!

Ciao belli...e non!

Oggi abbiamo testato per il vostro (ma soprattutto nostro) piacere, "Noh il teatro del tè", una sala da tè sita in via Madruzzo, a pochi passi da Piazza Fiera, a Trento.

Perchè proprio quel luogo? Beh, è tutto molto semplice. Già il nome attira tutti gli amanti di tè, infusi e tisane. E noi lo siamo.
Questo poi si pone come un locale molto attrezzato sia per la clientela celiaca (anche lui aderisce al progretto Alimentazione fuori casa A.I.C.) e vegana.

L'arredamento è molto essenziale, molto bianco e molto (forse troppo?) arredato in japanese style!


La carta dei tè è pressochè infinita. Fortunatamente ci viene in aiuto il titolare che, vedendoci in grande difficoltà ci dirotta verso la nuova pagina delle "CioccolaTè": pezzi di cioccolato sciolto usando il tè al posto del latte.
NB: quelle col cioccolato fondente sono per vegani, e possono essere fatte anche gluten free.


Dall'ultima volta che siamo stati qui abbiamo notato una novità: sul menù compare un simbolo affianco ai tè non idonei ai celiaci. Dato che la scorsa visita si è scelto,dopo lunga riflessione, uno dei pochi tè non adatti, questo accorgimento capita proprio a fagiuolo!!

Assieme alla cioccolatè abbiamo assaggiato alcuni dolci del reparto pasticceria. Anche qui la scelta è varia e viene incontro alle nostre esigenze alimentari. Quindi diamoci sotto coi dolcetti di riso giapponesi e Oreo tuttigustipiuuno veganfriendly e con una fetta di mokaccino glutenfree.

Tutto questo bendiddio, aggiunto al fatto che ci hanno gentilmente permesso di ricaricare il cellulare nella presa a fianco del nostro tavolino, fa di questo localino un luogo da tenere assolutamente in considerazione se si vuole prendersi una pausa...da soli o in compagnia.



NOTE DOLENTI: solo una. L' orario ristretto: tranne alcuni eventi del venerdì sera il teatro del tè è aperto dalle 10 alle 19 (domenica e lunedì apre direttamente alle 14).

Beh, amici, noi ci rivediamo quest' estate per assaggiare il gelato vegano e senza glutine che sembra ci sarà con l'arrivo della calda stagione!

sabato 21 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.5)

Ed ecco arrivato il giorno della partenza...
la settimana qui è volata e abbiamo vissuto momenti davvero speciali.
Per concludere al meglio il nostro viaggio abbiamo deciso di visitare un posto davvero carino: "Pierogarnia Krakowiacy", in una delle vie principali che portano alla piazza centrale!!


Da giorni passavamo davanti a questa bella e caratteristica vetrina, ma ne abbiamo approfittato solo oggi che siamo in pochi e abbiamo poco tempo a disposizione.
Infatti questo ristorantino è proprio piccolino ed è di quelli, diffusi qui a Cracovia, dove ordini il piatto direttamente al banco e poi quando è pronto (quasi subito) te lo vai pure a prendere.


Sarà anche per questo che i prezzi sono inferiori alla media, ma la qualità, a mio parere, è superiore.
Purtroppo la mia ristrettezza alimentare mi costringe ad ordinare le stesse cose che ho mangiato due giorni fa!
Questo però non è un grosso problema, visto che mi dà la possibilità di confrontare meglio questo ristorante con altri...e soprattutto perché sono piatti di cui sono particolarmente golosa (con altri 150 circa)!!


 

Anche chi non ha mangiato ristretto si è leccato i baffi, pure chi non li ha!
Il posticino è davvero grazioso e le cameriere molto cortesi (cosa rara) pur non facendo servizio al tavolo.

A conclusione di quest'esperienza culinaria posso dire che la gustosaspeziataeabbondantemalentamentesmaltibile cucina polacca ben poco si presta ad una dieta vegetariana, meno ancora a quella vegana. Ma... quello che c'è di commestibile merita davvero!!!

venerdì 20 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.4)

Rieccoci!
Come ieri, l'altro ieri e il giorno prima ancora...eccovi una bella recensione (rigorosamente vegana) direttamente da un bel locale Cracoviano.

Buongiorno a tutti!!
Oggi finalmente visitiamo un ristorante vegetariano/vegano!!
Si chiama Green Way-Food for life e si trova a due passi dal nostro ostello, in ul. Krupnicza, 22.
Il posto è veramente carino e ristrutturato da poco (fino a qualche tempo fa era  "Vega",
un ristorante vegano un po' tristino).

Per la prima volta in questa settimana non ho che l'imbarazzo della scelta!
Siamo in tre ma ordiniamo più piatti, per assaggiare più cose possibili e perché invogliati dai colori dei cibi che sono davvero freschi ed invitanti.

Le porzioni sono abbondanti e ogni portata ha il suo contorno di verdura e cereali a scelta.

Sul menù una lunga legenda di simbolini indica se il piatto è vegano, senza glutine, adatto per bambini, adatto per diabetici, con prodotti ecologici o fair trade: veramente molto attenti a tutto!
Enchilladas con fagioli e funghi, verdure al latte di cocco e curry, polpettine di formaggio con sugo indiano e "bistecchine" di legumi con salsa di pomodoro.
Da bere delle coloratissime e fantasiose centrifughe fatte al momento.
I piatti sono pronti in un lampo perché il servizio è tipo mensa, ma molto più carino.
I prezzi sono nella media e si sa che qui con una decina di Euro si mangia bene.

Davvero tutto era molto buono!! Speziato e cotto al punto giusto.
L'ambiente è accogliente e fresco e come quasi i tutti i locali cracoviani c'è il wi-fi.

Proprio una bella esperienza che abbiamo consigliato anche ad altri e che ha lasciato tutti molto soddisfatti, vegetariani e non!!

giovedì 19 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.3)

Buongiorno a tutti.

Come va? Avete passato una serena giornata?
La comitiva cracoviana anche questa sera ha cenato. E allora? Allora anche oggi possiamo avere delle news sui locali da non perdere e su quelli da evitare. Ma veniamo al dunque, con la cronaca odierna:

Ed eccoci di nuovo a cena!
Stasera ho ritrovato la vera tradizione culinaria polacca!
Il Chtopskie jadto è un ristorante davvero carino! Tipico, rustico ma moderno.


È un altro locale convenzionato per il nostro progetto (Promemoria Auschwitz di Deina) dove abbiamo prenotato per ben 100 persone! Si capisce da sè che il posto è molto grande e capiente, ma è ovvio anche che ci sarà molto da attendere, sia per ordinare che perchè arrivino i piatti (tenendo anche presente i tempi lunghi dei locali cracoviani).


Nonostante tutto quando è giunto il mio turno ho avuto una piacevole sorpresa: per prima cosa ho avuto la conferma che esistono ristoratori che conoscono la differenza tra vegetariani e vegani (in Italia sono molto più rari da trovare). Inoltre la cameriera gentilissima mi ha subito consigliato cosa posso mangiare nel menù convenzionato e mi ha anche permesso di ordinare dal menù tradizionale.
Quindi: pirogi con ripieno di cavolo e borsh. 

Per chi non lo sapesse i pirogi sono dei ravioli di patate con ripieni vari (carne, formaggio o cavolo, ma anche fragole), mentre la borsh è una specie di brodo di rapa rossa molto speziato. A volte con dentro fagioli, a volte pirogi, a volte pezzetti di patate (come questa) ma spesso è servita anche in tazza da sorseggiare prima di cena.


Per chi avesse dei dubbi...i pirogi sono quelli nell'immagine più in alto!

Bene! Questa volta sono proprio soddisfatta!
Tutto molto buono e dalla cucina sono stati molto attenti non mettendo burro o altri condimenti poco graditi.
Davvero questo ristorante lo consiglio a tutti, vegetariani e non, e in generale a chiunque voglia passare una piacevole serata e assaggiare le tipicherie polacche!


Incredibile,  sembra che i nostri amici abbiano trovato finalmente un luogo in grado di soddisfare i loro (esigentissimi) palati. 
Ma il viaggio non è ancora terminato... 

mercoledì 18 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.2)

Ciao!!

Anche oggi, con la sua solita puntualità, è arrivata una nuova recensione direttamente da parte della responsabile del settore vegano, che come ricordiamo condivide con noi tutte le sue esperienze culinarie direttamente dalla Polonia. 
Eccoci cosa ha da dire oggi:

Ma lo sapete che a Cracovia si usa mangiare una zuppa calda anche per merenda? Noi non abbiamo osato tanto (nonostante il freddo invogli), ma abbiamo deciso di cenare ad orario pensionati, tipo le 18.
Eravamo già nel locale
Morskie Oko per una birra in compagnia quando abbiamo deciso di fermarci per cena.



Anche qui il menù era dedicato a noi turisti, ma stavolta con più scelta anche per i vegetariani: infatti  vi era la possibilità di prendere i pirogi al formaggio, chiedendo di condirli solo con burro e non con grasso di maiale o cos'altro adoperino abitualmente.


Ma...eh, sì, c'è sempre un ma!!!
Io da più di un anno ho smesso anche con latte e derivati, dunque la faccenda si complica, soprattutto fuori casa.
La cameriera è stata molto gentile e conosceva bene la differenza tra vegetariano e vegano (anche se io in realtà non lo sono) ed è quindi andata subito a chiedere al cuoco.
Presto è tornata dicendomi che nemmeno la zuppa di funghi o le favolose frittelle di patate facevano per me, e avvisandomi che avrei dovuto accontentarmi di verdura cruda o cotta.
Morale della favola? Mi è stato davvero servito un manicaretto da casa di riposo. E alle 18:30 ho spazzolato le mie ciotole di verdura e patate lesse!! 


Devo dire che ho apprezzato la gentilezza e disponibilità del personale, e il ristorante è davvero caratteristico e suggestivo. 

E per finire la serata tutti al pub a bere una vodka per digerire la cena. Una cena che, tutto sommato, non era nemmeno male!!

A quanto pare dopo la delusione del primo articolo sembra che gli "espatriati" abbiano avuto decisamente più fortuna. Chi sa dove ci porterà il viaggio?
Lo scopriremo al prossimo articolo!

martedì 17 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.1)

Ciao a tutti!
Come promesso, la nostra inviata ci manda direttamente da Cracovia le sue prime impressioni sui locali che ha incontrato. Ecco cosa ha da dire in merito:

La prima sera a Cracovia il ristorante scelto (da altri) è Pistacja.


Siamo un gruppo numeroso e per far cosa a noi gradita preparano un menù apposito per noi turisti italiani.
Purtroppo però la scelta è limitata e per me che son già stata in Polonia svariate volte e ne conosco la cucina, non è nemmeno delle più rustiche della tipicità polacca, e non lo dico solo perchè tra le main course ci sono gli spaghetti alla bolognese!
Dunque: di essere celiaci nemmeno sognarselo qui, ma anche i molti vegetariani del gruppo hanno avuto poca scelta, visto che la carne c'è in quasi tutti i piatti. Delle tre zuppe solo quella pomodoro e riso mi viene proposta come vegana e io mi fido, anche se con qualche riserva (Ahiahiahi!!)

(Che poi, mi chiedo, con forchetta e coltello come l'ha mangiata la zuppa???)

Di primo piatto o piatto unico posso scegliere se farmi fare una pasta al pomodoro sperando sia al dente e con un sugo decente o prendere il contorno del pollo: patatine fritte e insalata di cavolo rosso.
Indovinate un po'?!


Esatto!!
Il cavolo era buono ma le patatine scarse e poco cotte (ma si sa, non si dice MAI di no alle patatine!!).
Anche il cibo per i non vegetariani non era un granchè, anzi, a detta degli altri erano meglio gli spaghetti dei famosi pirogi (qui solo rigorosamente di carne).
Il servizio in generale non è stato dei migliori (nemmeno il pane in tavola), anche se va detto che la cameriera è stata molto gentile e disponibile con me!
Con questa serata il locale si è giocato 50 clienti ed è stato depennato dalla mia e nostra lista dei ristoranti tipici polacchi. 

Ma tanto, domani è un altro giorno e ci sarà un altro pranzo e un'altra cena...
 

Ciaooooo!!!


Beh, è andata alla grande direi! Dal canto mio posso dire solamente che ce ne vuole di pazienza per essere gentili e disponibili con una vegetariana! In ogni caso sono molto curioso di vedere se la prossima mangiata va meglio!
E voi?

domenica 15 febbraio 2015

NONSOLOPIZZA. TUTTI DA ZUSHI!

Buondí!
Oggi abbiamo deciso, in perfetta parcondicio, di dedicare qualche riga a quelle persone che la tradizione italiana non soddisfa,e magari preferiscono la cucina etnica, per passione (vedi la metà veg di noi) o perché fa tendenza e poi trascinano per ristoranti i poveri commensali che preferirebbero due penne all’arrabbiata, senza glutine ovviamente!
Abbiamo allora deciso di "rispolverare" un locale asiatico posto a due passi scarsi dal centro di Trento, che abbiamo visitato un po' di tempo fa, quando questo blog ancora non era stato neanche ipotizzato.
"Zushi" ormai è un' istituzione nel suo campo. Una catena di ristoranti che si spande a macchia d'olio in tutto il Nord Italia, compresa la parte settentrionale degli Appennini.
Come si sono comportati qui a Trento?

Vi diamo subito il nostro parere.
Il locale, arredato in serie come tutti quelli della catena, si presenta come uno di quelli moderni scicchettosi da "Ehi, io ho stile", con alcuni piccoli tavoli che sono direttamente un proseguimento dei muri, sgabelli su cui arrampicarsi (diciamo che qualcuno nel nostro team non è molto alto), un “angolo tatami" e la possibilitá per chi lo volesse di mangiare esposto in vetrina!
Il tutto rigorosamente bianco con dettagli verdi (il colore di Zushi).


I simpatici camerieri laccati ti servono eleganterrimi sussurrando gentilmente (il che ai più malfidenti ha fatto sogerere la domanda " Ora non è che mi fanno pagare anche l'aria che respiro?")
Ma arriviamo alla cosa piú importante:il cibo. 
Per cominciare il servizio è veloce, tanto di cappello.
Il menú é fantasticamente ben fatto. C'è scritto INEQUIVOCABILMENTE quali pietanze possono essere preparate
senza glutine o senza carne (e anche quelle moooolto piccanti!). Basta specificare al cameriere le necessitá alimentari durante l'ordine e verranno fatte, dove possibile, le eventuali modifiche (il sushi vegetariano si è trasformato velocemente in sushi vegano!). Capirete che é tutta un'altra cosa rispetto a un "chiediamo allo chef se c'è in dispensa qualcosa per voi”.
Ora, chi scrive questo blog non puó certo garantire la piú totale sicurezza,specie per i celiaci (il ristorante NON é certificato A.I.C.) ma é innegabile la sensibilitá verso le esigenze alimentari e il fatto che nella cucina giapponese sia raro l’utilizzo di cereali contenenti glutine.
Una sensibilitá non da tutti (o detto in altre parole "nei ristoranti a nastro quel che arriva arriva”).       
Note dolenti: riconosciuta una qualitá superiore rispetto alla media, va fatto notare il rapporto
quantitá-prezzo. Questo ristorante per i piú (o per i più famelici), per fortuna o purtroppo, é un luogo da
"una volta ogni tanto", da "grandi eventi"...sempre per gli amanti del genere.
Sicuramente da provare, soprattutto per i japanese addicted! (Si dice così?)
Prima di salutarci vi anticipiamo con grande soddisfazione che la componente (quasi) vegana di noi domani parte per la Polonia, e vi promettiamo che nei prossimi giorni vi offriremo alcuni spunti sui luoghi da tenere in considerazione (e non) in quel di Cracovia!

A presto!!

giovedì 12 febbraio 2015

ASPETTANDO SANREMO ALL'UVA&MENTA...

Buongiorno mangiatori!
Avete avuto un buon risveglio? Il nostro è stato abbastanza “famelico”.
Già,oggi ci siamo svegliati realizzando che questo blogghino è ancora qui che aspetta una recensione. E allora ci siamo messi all’opera. Un occasione per trovarsi a mangiare la si trova sempre: la nostra? Un incontro di lavoro. Cioè non proprio lavoro lavoro,è una sorta di, come dire…ok, un incontro di lavoro.




Come luogo di ritrovo abbiamo scelto il ristorante-pizzeria “Uva&menta”. La scelta non è stata delle più originali, dato che si trova proprio in pieno centro storico  di Trento city, subito dietro la celeberrima Piazza Fiera (superfrequentata sia da noi autoctoni che dai forestieri, che sotto Natale si moltiplicano per venire ad assistere ai nostri famosissimi mercatini).
E la scelta è ancora meno originale per un celiaco, dato che l’ “Uva&menta” è uno dei pochissimissimi locali che garantiscono un pasto senza glutine certificato dall’ A.I.C. in tutta Trento.
Ieri sera abbiamo chiamato per prenotare, visto che è richiesto un preavviso per garantire un menù gluten free. In realtà non è una vera e propria prenotazione (non abbiamo dato nome ne stabilito un’ora), è solo un “a qualche ora arriva un celiaco per pranzo!”.
Bene, detto questo a mezzogiorno la fame si è fatta sentire  e fortunatamente due posti nel locale affollatissimo di impiegati e studenti in pausa pranzo, li abbiamo trovati senza attendere.
La cosa non è così scontata, dato l’esiguo numero di posti a sedere (l’estate è possibile trovare un tavolo anche all’esterno)!
Sul menù invernale (sì! Ce n’è anche uno estivo! Finalmente qualcuno che segue la stagionalità!) la prima cosa che salta all’occhio è la legenda con i simboli “V” e “SG”!

È una genialata! Da quando hanno introdotto quei due semplici simboletti, i camerieri non sono più sottoposti ad estenuanti interrogatori (per noi e per loro!) per scoprire cosa possiamo mangiare e cosa no.
Nella lista delle pizze ne troviamo molte sia senza glutine che vegetariane (di vegane no, ma basta togliere la mozzarella e il più è fatto). Purtroppo non si po’ dire la stessa cosa del menù ristorante che non prevede piatti per celiaci e pochissimi per vegetariani (nessuno vegano e qui non v’è rimedio): i primi piatti contengono tutti carne o pesce che, se tolti, stravolgono totalmente il senso alla ricetta.
Apprezzabilissima la lista delle birre, con una piccola sezione gluten free.
La pizza senza glutine non ha nulla da invidiare a quelle “normali”, è fatta a mano ed è cotta a puntino, c’è perfino il bruciacchiatino del forno a legna, anche se non possiamo giurare sia stata fatta lì. Il “coccio” vegano con impasto normale è molto fragrante, purtroppo la cottura non è omogenea, ma questo non gli ha impedito di essere divorato fino all’ultima briciola ed è risultato comunque molto digeribile.
Gli ingredienti sono ricercati e le combinazioni non scontate, con ampia scelta tra pizze, calzoni, focacce e cocci.
Note stonate: il posto non è certo dei più economici, ma per un pranzetto ogni tanto ci può stare!
Dietro al ristorante, girato l’angolo, si trova un bar, “fantasiosamente” chiamato con lo stesso nome, ed è qui che ci siamo accampati per scrivere questa roba qui, per la gioia della cameriera che sembra ci voglia fuori dai piedi già da mezz’ora buona.

Per questo, nonostante le sedie assomiglino più a degli strumenti di tortura che a dei poggiachiappe, abbiamo deciso di farci serata a suon di chinotto e acqua tonica (rigorosamente Slow Food) nella speranza che presto ci sia il cambio turno!
Anche qui il menù è molto vario: oltre la lunga lista di birre selezionate (anche da asporto), troviamo panini, toast, tortillas, focacce e insalatone, tutte con ingredienti vari e ricercati.
Qui però la sensibilità verso la clientela celiaca si limita alle quattro birre gluten free (di cui tre BIO).
L’ambientazione è più colorita rispetto al bianco e nero del ristorante (entrambi comunque molto originali e accoglienti) e la musica è un po’ da fighetti: speriamo che stasera mettano su RADIO1 che vogliamo sentire Nek che canta “Se telefonando”.