giovedì 26 febbraio 2015

IL TE' DELLE CINQUE. BRITISH? NO, JAPANESE!

Ciao belli...e non!

Oggi abbiamo testato per il vostro (ma soprattutto nostro) piacere, "Noh il teatro del tè", una sala da tè sita in via Madruzzo, a pochi passi da Piazza Fiera, a Trento.

Perchè proprio quel luogo? Beh, è tutto molto semplice. Già il nome attira tutti gli amanti di tè, infusi e tisane. E noi lo siamo.
Questo poi si pone come un locale molto attrezzato sia per la clientela celiaca (anche lui aderisce al progretto Alimentazione fuori casa A.I.C.) e vegana.

L'arredamento è molto essenziale, molto bianco e molto (forse troppo?) arredato in japanese style!


La carta dei tè è pressochè infinita. Fortunatamente ci viene in aiuto il titolare che, vedendoci in grande difficoltà ci dirotta verso la nuova pagina delle "CioccolaTè": pezzi di cioccolato sciolto usando il tè al posto del latte.
NB: quelle col cioccolato fondente sono per vegani, e possono essere fatte anche gluten free.


Dall'ultima volta che siamo stati qui abbiamo notato una novità: sul menù compare un simbolo affianco ai tè non idonei ai celiaci. Dato che la scorsa visita si è scelto,dopo lunga riflessione, uno dei pochi tè non adatti, questo accorgimento capita proprio a fagiuolo!!

Assieme alla cioccolatè abbiamo assaggiato alcuni dolci del reparto pasticceria. Anche qui la scelta è varia e viene incontro alle nostre esigenze alimentari. Quindi diamoci sotto coi dolcetti di riso giapponesi e Oreo tuttigustipiuuno veganfriendly e con una fetta di mokaccino glutenfree.

Tutto questo bendiddio, aggiunto al fatto che ci hanno gentilmente permesso di ricaricare il cellulare nella presa a fianco del nostro tavolino, fa di questo localino un luogo da tenere assolutamente in considerazione se si vuole prendersi una pausa...da soli o in compagnia.



NOTE DOLENTI: solo una. L' orario ristretto: tranne alcuni eventi del venerdì sera il teatro del tè è aperto dalle 10 alle 19 (domenica e lunedì apre direttamente alle 14).

Beh, amici, noi ci rivediamo quest' estate per assaggiare il gelato vegano e senza glutine che sembra ci sarà con l'arrivo della calda stagione!

sabato 21 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.5)

Ed ecco arrivato il giorno della partenza...
la settimana qui è volata e abbiamo vissuto momenti davvero speciali.
Per concludere al meglio il nostro viaggio abbiamo deciso di visitare un posto davvero carino: "Pierogarnia Krakowiacy", in una delle vie principali che portano alla piazza centrale!!


Da giorni passavamo davanti a questa bella e caratteristica vetrina, ma ne abbiamo approfittato solo oggi che siamo in pochi e abbiamo poco tempo a disposizione.
Infatti questo ristorantino è proprio piccolino ed è di quelli, diffusi qui a Cracovia, dove ordini il piatto direttamente al banco e poi quando è pronto (quasi subito) te lo vai pure a prendere.


Sarà anche per questo che i prezzi sono inferiori alla media, ma la qualità, a mio parere, è superiore.
Purtroppo la mia ristrettezza alimentare mi costringe ad ordinare le stesse cose che ho mangiato due giorni fa!
Questo però non è un grosso problema, visto che mi dà la possibilità di confrontare meglio questo ristorante con altri...e soprattutto perché sono piatti di cui sono particolarmente golosa (con altri 150 circa)!!


 

Anche chi non ha mangiato ristretto si è leccato i baffi, pure chi non li ha!
Il posticino è davvero grazioso e le cameriere molto cortesi (cosa rara) pur non facendo servizio al tavolo.

A conclusione di quest'esperienza culinaria posso dire che la gustosaspeziataeabbondantemalentamentesmaltibile cucina polacca ben poco si presta ad una dieta vegetariana, meno ancora a quella vegana. Ma... quello che c'è di commestibile merita davvero!!!

venerdì 20 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.4)

Rieccoci!
Come ieri, l'altro ieri e il giorno prima ancora...eccovi una bella recensione (rigorosamente vegana) direttamente da un bel locale Cracoviano.

Buongiorno a tutti!!
Oggi finalmente visitiamo un ristorante vegetariano/vegano!!
Si chiama Green Way-Food for life e si trova a due passi dal nostro ostello, in ul. Krupnicza, 22.
Il posto è veramente carino e ristrutturato da poco (fino a qualche tempo fa era  "Vega",
un ristorante vegano un po' tristino).

Per la prima volta in questa settimana non ho che l'imbarazzo della scelta!
Siamo in tre ma ordiniamo più piatti, per assaggiare più cose possibili e perché invogliati dai colori dei cibi che sono davvero freschi ed invitanti.

Le porzioni sono abbondanti e ogni portata ha il suo contorno di verdura e cereali a scelta.

Sul menù una lunga legenda di simbolini indica se il piatto è vegano, senza glutine, adatto per bambini, adatto per diabetici, con prodotti ecologici o fair trade: veramente molto attenti a tutto!
Enchilladas con fagioli e funghi, verdure al latte di cocco e curry, polpettine di formaggio con sugo indiano e "bistecchine" di legumi con salsa di pomodoro.
Da bere delle coloratissime e fantasiose centrifughe fatte al momento.
I piatti sono pronti in un lampo perché il servizio è tipo mensa, ma molto più carino.
I prezzi sono nella media e si sa che qui con una decina di Euro si mangia bene.

Davvero tutto era molto buono!! Speziato e cotto al punto giusto.
L'ambiente è accogliente e fresco e come quasi i tutti i locali cracoviani c'è il wi-fi.

Proprio una bella esperienza che abbiamo consigliato anche ad altri e che ha lasciato tutti molto soddisfatti, vegetariani e non!!

giovedì 19 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.3)

Buongiorno a tutti.

Come va? Avete passato una serena giornata?
La comitiva cracoviana anche questa sera ha cenato. E allora? Allora anche oggi possiamo avere delle news sui locali da non perdere e su quelli da evitare. Ma veniamo al dunque, con la cronaca odierna:

Ed eccoci di nuovo a cena!
Stasera ho ritrovato la vera tradizione culinaria polacca!
Il Chtopskie jadto è un ristorante davvero carino! Tipico, rustico ma moderno.


È un altro locale convenzionato per il nostro progetto (Promemoria Auschwitz di Deina) dove abbiamo prenotato per ben 100 persone! Si capisce da sè che il posto è molto grande e capiente, ma è ovvio anche che ci sarà molto da attendere, sia per ordinare che perchè arrivino i piatti (tenendo anche presente i tempi lunghi dei locali cracoviani).


Nonostante tutto quando è giunto il mio turno ho avuto una piacevole sorpresa: per prima cosa ho avuto la conferma che esistono ristoratori che conoscono la differenza tra vegetariani e vegani (in Italia sono molto più rari da trovare). Inoltre la cameriera gentilissima mi ha subito consigliato cosa posso mangiare nel menù convenzionato e mi ha anche permesso di ordinare dal menù tradizionale.
Quindi: pirogi con ripieno di cavolo e borsh. 

Per chi non lo sapesse i pirogi sono dei ravioli di patate con ripieni vari (carne, formaggio o cavolo, ma anche fragole), mentre la borsh è una specie di brodo di rapa rossa molto speziato. A volte con dentro fagioli, a volte pirogi, a volte pezzetti di patate (come questa) ma spesso è servita anche in tazza da sorseggiare prima di cena.


Per chi avesse dei dubbi...i pirogi sono quelli nell'immagine più in alto!

Bene! Questa volta sono proprio soddisfatta!
Tutto molto buono e dalla cucina sono stati molto attenti non mettendo burro o altri condimenti poco graditi.
Davvero questo ristorante lo consiglio a tutti, vegetariani e non, e in generale a chiunque voglia passare una piacevole serata e assaggiare le tipicherie polacche!


Incredibile,  sembra che i nostri amici abbiano trovato finalmente un luogo in grado di soddisfare i loro (esigentissimi) palati. 
Ma il viaggio non è ancora terminato... 

mercoledì 18 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.2)

Ciao!!

Anche oggi, con la sua solita puntualità, è arrivata una nuova recensione direttamente da parte della responsabile del settore vegano, che come ricordiamo condivide con noi tutte le sue esperienze culinarie direttamente dalla Polonia. 
Eccoci cosa ha da dire oggi:

Ma lo sapete che a Cracovia si usa mangiare una zuppa calda anche per merenda? Noi non abbiamo osato tanto (nonostante il freddo invogli), ma abbiamo deciso di cenare ad orario pensionati, tipo le 18.
Eravamo già nel locale
Morskie Oko per una birra in compagnia quando abbiamo deciso di fermarci per cena.



Anche qui il menù era dedicato a noi turisti, ma stavolta con più scelta anche per i vegetariani: infatti  vi era la possibilità di prendere i pirogi al formaggio, chiedendo di condirli solo con burro e non con grasso di maiale o cos'altro adoperino abitualmente.


Ma...eh, sì, c'è sempre un ma!!!
Io da più di un anno ho smesso anche con latte e derivati, dunque la faccenda si complica, soprattutto fuori casa.
La cameriera è stata molto gentile e conosceva bene la differenza tra vegetariano e vegano (anche se io in realtà non lo sono) ed è quindi andata subito a chiedere al cuoco.
Presto è tornata dicendomi che nemmeno la zuppa di funghi o le favolose frittelle di patate facevano per me, e avvisandomi che avrei dovuto accontentarmi di verdura cruda o cotta.
Morale della favola? Mi è stato davvero servito un manicaretto da casa di riposo. E alle 18:30 ho spazzolato le mie ciotole di verdura e patate lesse!! 


Devo dire che ho apprezzato la gentilezza e disponibilità del personale, e il ristorante è davvero caratteristico e suggestivo. 

E per finire la serata tutti al pub a bere una vodka per digerire la cena. Una cena che, tutto sommato, non era nemmeno male!!

A quanto pare dopo la delusione del primo articolo sembra che gli "espatriati" abbiano avuto decisamente più fortuna. Chi sa dove ci porterà il viaggio?
Lo scopriremo al prossimo articolo!

martedì 17 febbraio 2015

DALLA POLONIA CON AMORE...(cap.1)

Ciao a tutti!
Come promesso, la nostra inviata ci manda direttamente da Cracovia le sue prime impressioni sui locali che ha incontrato. Ecco cosa ha da dire in merito:

La prima sera a Cracovia il ristorante scelto (da altri) è Pistacja.


Siamo un gruppo numeroso e per far cosa a noi gradita preparano un menù apposito per noi turisti italiani.
Purtroppo però la scelta è limitata e per me che son già stata in Polonia svariate volte e ne conosco la cucina, non è nemmeno delle più rustiche della tipicità polacca, e non lo dico solo perchè tra le main course ci sono gli spaghetti alla bolognese!
Dunque: di essere celiaci nemmeno sognarselo qui, ma anche i molti vegetariani del gruppo hanno avuto poca scelta, visto che la carne c'è in quasi tutti i piatti. Delle tre zuppe solo quella pomodoro e riso mi viene proposta come vegana e io mi fido, anche se con qualche riserva (Ahiahiahi!!)

(Che poi, mi chiedo, con forchetta e coltello come l'ha mangiata la zuppa???)

Di primo piatto o piatto unico posso scegliere se farmi fare una pasta al pomodoro sperando sia al dente e con un sugo decente o prendere il contorno del pollo: patatine fritte e insalata di cavolo rosso.
Indovinate un po'?!


Esatto!!
Il cavolo era buono ma le patatine scarse e poco cotte (ma si sa, non si dice MAI di no alle patatine!!).
Anche il cibo per i non vegetariani non era un granchè, anzi, a detta degli altri erano meglio gli spaghetti dei famosi pirogi (qui solo rigorosamente di carne).
Il servizio in generale non è stato dei migliori (nemmeno il pane in tavola), anche se va detto che la cameriera è stata molto gentile e disponibile con me!
Con questa serata il locale si è giocato 50 clienti ed è stato depennato dalla mia e nostra lista dei ristoranti tipici polacchi. 

Ma tanto, domani è un altro giorno e ci sarà un altro pranzo e un'altra cena...
 

Ciaooooo!!!


Beh, è andata alla grande direi! Dal canto mio posso dire solamente che ce ne vuole di pazienza per essere gentili e disponibili con una vegetariana! In ogni caso sono molto curioso di vedere se la prossima mangiata va meglio!
E voi?

domenica 15 febbraio 2015

NONSOLOPIZZA. TUTTI DA ZUSHI!

Buondí!
Oggi abbiamo deciso, in perfetta parcondicio, di dedicare qualche riga a quelle persone che la tradizione italiana non soddisfa,e magari preferiscono la cucina etnica, per passione (vedi la metà veg di noi) o perché fa tendenza e poi trascinano per ristoranti i poveri commensali che preferirebbero due penne all’arrabbiata, senza glutine ovviamente!
Abbiamo allora deciso di "rispolverare" un locale asiatico posto a due passi scarsi dal centro di Trento, che abbiamo visitato un po' di tempo fa, quando questo blog ancora non era stato neanche ipotizzato.
"Zushi" ormai è un' istituzione nel suo campo. Una catena di ristoranti che si spande a macchia d'olio in tutto il Nord Italia, compresa la parte settentrionale degli Appennini.
Come si sono comportati qui a Trento?

Vi diamo subito il nostro parere.
Il locale, arredato in serie come tutti quelli della catena, si presenta come uno di quelli moderni scicchettosi da "Ehi, io ho stile", con alcuni piccoli tavoli che sono direttamente un proseguimento dei muri, sgabelli su cui arrampicarsi (diciamo che qualcuno nel nostro team non è molto alto), un “angolo tatami" e la possibilitá per chi lo volesse di mangiare esposto in vetrina!
Il tutto rigorosamente bianco con dettagli verdi (il colore di Zushi).


I simpatici camerieri laccati ti servono eleganterrimi sussurrando gentilmente (il che ai più malfidenti ha fatto sogerere la domanda " Ora non è che mi fanno pagare anche l'aria che respiro?")
Ma arriviamo alla cosa piú importante:il cibo. 
Per cominciare il servizio è veloce, tanto di cappello.
Il menú é fantasticamente ben fatto. C'è scritto INEQUIVOCABILMENTE quali pietanze possono essere preparate
senza glutine o senza carne (e anche quelle moooolto piccanti!). Basta specificare al cameriere le necessitá alimentari durante l'ordine e verranno fatte, dove possibile, le eventuali modifiche (il sushi vegetariano si è trasformato velocemente in sushi vegano!). Capirete che é tutta un'altra cosa rispetto a un "chiediamo allo chef se c'è in dispensa qualcosa per voi”.
Ora, chi scrive questo blog non puó certo garantire la piú totale sicurezza,specie per i celiaci (il ristorante NON é certificato A.I.C.) ma é innegabile la sensibilitá verso le esigenze alimentari e il fatto che nella cucina giapponese sia raro l’utilizzo di cereali contenenti glutine.
Una sensibilitá non da tutti (o detto in altre parole "nei ristoranti a nastro quel che arriva arriva”).       
Note dolenti: riconosciuta una qualitá superiore rispetto alla media, va fatto notare il rapporto
quantitá-prezzo. Questo ristorante per i piú (o per i più famelici), per fortuna o purtroppo, é un luogo da
"una volta ogni tanto", da "grandi eventi"...sempre per gli amanti del genere.
Sicuramente da provare, soprattutto per i japanese addicted! (Si dice così?)
Prima di salutarci vi anticipiamo con grande soddisfazione che la componente (quasi) vegana di noi domani parte per la Polonia, e vi promettiamo che nei prossimi giorni vi offriremo alcuni spunti sui luoghi da tenere in considerazione (e non) in quel di Cracovia!

A presto!!

giovedì 12 febbraio 2015

ASPETTANDO SANREMO ALL'UVA&MENTA...

Buongiorno mangiatori!
Avete avuto un buon risveglio? Il nostro è stato abbastanza “famelico”.
Già,oggi ci siamo svegliati realizzando che questo blogghino è ancora qui che aspetta una recensione. E allora ci siamo messi all’opera. Un occasione per trovarsi a mangiare la si trova sempre: la nostra? Un incontro di lavoro. Cioè non proprio lavoro lavoro,è una sorta di, come dire…ok, un incontro di lavoro.




Come luogo di ritrovo abbiamo scelto il ristorante-pizzeria “Uva&menta”. La scelta non è stata delle più originali, dato che si trova proprio in pieno centro storico  di Trento city, subito dietro la celeberrima Piazza Fiera (superfrequentata sia da noi autoctoni che dai forestieri, che sotto Natale si moltiplicano per venire ad assistere ai nostri famosissimi mercatini).
E la scelta è ancora meno originale per un celiaco, dato che l’ “Uva&menta” è uno dei pochissimissimi locali che garantiscono un pasto senza glutine certificato dall’ A.I.C. in tutta Trento.
Ieri sera abbiamo chiamato per prenotare, visto che è richiesto un preavviso per garantire un menù gluten free. In realtà non è una vera e propria prenotazione (non abbiamo dato nome ne stabilito un’ora), è solo un “a qualche ora arriva un celiaco per pranzo!”.
Bene, detto questo a mezzogiorno la fame si è fatta sentire  e fortunatamente due posti nel locale affollatissimo di impiegati e studenti in pausa pranzo, li abbiamo trovati senza attendere.
La cosa non è così scontata, dato l’esiguo numero di posti a sedere (l’estate è possibile trovare un tavolo anche all’esterno)!
Sul menù invernale (sì! Ce n’è anche uno estivo! Finalmente qualcuno che segue la stagionalità!) la prima cosa che salta all’occhio è la legenda con i simboli “V” e “SG”!

È una genialata! Da quando hanno introdotto quei due semplici simboletti, i camerieri non sono più sottoposti ad estenuanti interrogatori (per noi e per loro!) per scoprire cosa possiamo mangiare e cosa no.
Nella lista delle pizze ne troviamo molte sia senza glutine che vegetariane (di vegane no, ma basta togliere la mozzarella e il più è fatto). Purtroppo non si po’ dire la stessa cosa del menù ristorante che non prevede piatti per celiaci e pochissimi per vegetariani (nessuno vegano e qui non v’è rimedio): i primi piatti contengono tutti carne o pesce che, se tolti, stravolgono totalmente il senso alla ricetta.
Apprezzabilissima la lista delle birre, con una piccola sezione gluten free.
La pizza senza glutine non ha nulla da invidiare a quelle “normali”, è fatta a mano ed è cotta a puntino, c’è perfino il bruciacchiatino del forno a legna, anche se non possiamo giurare sia stata fatta lì. Il “coccio” vegano con impasto normale è molto fragrante, purtroppo la cottura non è omogenea, ma questo non gli ha impedito di essere divorato fino all’ultima briciola ed è risultato comunque molto digeribile.
Gli ingredienti sono ricercati e le combinazioni non scontate, con ampia scelta tra pizze, calzoni, focacce e cocci.
Note stonate: il posto non è certo dei più economici, ma per un pranzetto ogni tanto ci può stare!
Dietro al ristorante, girato l’angolo, si trova un bar, “fantasiosamente” chiamato con lo stesso nome, ed è qui che ci siamo accampati per scrivere questa roba qui, per la gioia della cameriera che sembra ci voglia fuori dai piedi già da mezz’ora buona.

Per questo, nonostante le sedie assomiglino più a degli strumenti di tortura che a dei poggiachiappe, abbiamo deciso di farci serata a suon di chinotto e acqua tonica (rigorosamente Slow Food) nella speranza che presto ci sia il cambio turno!
Anche qui il menù è molto vario: oltre la lunga lista di birre selezionate (anche da asporto), troviamo panini, toast, tortillas, focacce e insalatone, tutte con ingredienti vari e ricercati.
Qui però la sensibilità verso la clientela celiaca si limita alle quattro birre gluten free (di cui tre BIO).
L’ambientazione è più colorita rispetto al bianco e nero del ristorante (entrambi comunque molto originali e accoglienti) e la musica è un po’ da fighetti: speriamo che stasera mettano su RADIO1 che vogliamo sentire Nek che canta “Se telefonando”.

martedì 3 febbraio 2015

Cosa succede se un celiaco ed una vegetariana sulla strada del veganesimo con in comune il pallino per la cucina e la mania per le idee strampalate si incontrano e diventano amicissimi?
Beh, succede che i loro altri amici non li invitano più a cena, vengono quasi ripudiati dalle loro famiglie (perché uno ancora ancora ma due proprio...no) e non hanno altra soluzione che sperimentare improbabili ricette o girare il mondo in cerca di posti accoglienti dove poter mangiare senza venir additati come “diversi”
A questo punto una domanda può sorgere spontanea: possono esistere dei luoghi aperti e accomodanti nei confronti di questi (e magari di altri) “alieni alimentari”? E la risposta, che ci crediate o no, è SÍ. Incredibile ma vero.
Ed è da qui che ha inizio la nostra missione. Il nostro viaggio alla ricerca di tutti quei ristoratori che senza paura hanno deciso di aprire le loro cucine anche a noi!
Fa le valigie Gordon Ramsay. Prenota la tua ultima cena Adam Richman. Il futuro non fa per voi . Il futuro è “senza”.